SE IL MEDIUM IMBROGLIA… C'E' BISOGNO DEL PRESTIGIATORE Di Massimo Polidoro
Massimo Polidoro è un prestigiatore che ha dedicato la sua vita allo smascheramento degli imbrogli nel mondo del paranormale. Allievo dell'americano James Randi, è oggi segretario del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), associazione che vanta tra i suoi aderenti il premio Nobel Rita Levi Montalcini, Silvio Garattini, Piero Angela, Umberto Eco e molti altri. Ha scritto una decina di libri fra cui l'ultimo "Il grande Houdini", la biografia più completa e affidabile sul famoso Re delle Manette. __________ Uno dei motivi per cui la parapsicologia è guardata con sospetto dalle altre scienze e spesso derisa o comunque ignorata è il fatto che molti dei suoi casi più celebri, a una più attenta analisi, si sono rivelati essere dovuti a errori nelle procedure, difetti nelle elaborazioni statistiche, lacune nei sistemi di controllo o, talvolta, a vere e proprie frodi. L'atteggiamento nei confronti della frode nel paranormale, da parte dei parapsicologi, è di vario tipo. Per alcuni, fortunatamente una minoranza, il problema della frode non esiste; nel senso che, secondo costoro, mai medium e sensitivi avrebbero imbrogliato. Costoro sono pronti a negare anche l'evidenza più schiacciante, inventando spiegazioni e razionalizzazioni ad hoc (e ne vedremo tanti esempi nel corso del libro), pur di mantenere intatta l'illusione di una realtà paranormale che esiste solo nella loro fantasia. Per altri è meglio stendere un pietoso velo di silenzio e dimenticarsi degli spiacevoli incidenti del passato, sperando che niente del genere si verifichi più. Una nota raccolta enciclopedica curata da Ugo Dèttore, Paranormale - Dizionario enciclopedico (Mondadori, 1992), per esempio, presenta i casi di sedicenti medium e sensitivi come Eusapia Palladino, Margery, Eva C., Florence Cook, Uri Geller, Gerard Croiset e altri senza fare alcun accenno alle tante volte in cui furono scoperti i loro inganni. Ci sono poi alcuni che ritengono il problema comune a qualunque altra forma di ricerca scientifica. D'altra parte, argomentano, non è forse vero che anche famosi scienziati come Galileo o Mendel hanno in qualche caso alterato i loro dati per farli sembrare migliori? La questione, però, è che le teorie di Galileo e di Mendel, al di là di qualche discutibile pratica metodologica, si sono comunque dimostrate vere alla prova dei fatti: tanti altri ricercatori, dopo di loro, hanno potuto ottenere i loro stessi risultati e, quindi, dimostrare che avevano ragione. In parapsicologia, purtroppo, non è così. Come diceva Beloff, infatti, spesso un ricercatore non è in grado di replicare "nemmeno i suoi stessi esperimenti". Di conseguenza, il fatto che i risultati più clamorosi della parapsicologia si rivelino essere spesso degli imbrogli non è un problema che può passare in secondo piano. C'è infatti la possibilità, come dice la parapsicologa Susan Blackmore, che alla fine i fenomeni paranormali si rivelino essere esclusivamente "rumore di fondo" (errori, frodi, coincidenze...) e nient'altro. I parapsicologi più coscienziosi, infine, sono convinti del fatto che se la parapsicologia vuole fare dei passi avanti come disciplina scientifica e sperare di ottenere qualche risultato, sempre che ciò sia possibile, è indispensabile liberarsi da imbrogli e superstizioni e affrontare lo studio con la massima scrupolosità. Secondo il parapsicologo John Palmer: "La frode psichica... è stata il fattore che da solo ha più contribuito a danneggiare la reputazione della parapsicologia e a ritardarne la crescita".[1] Ed eccoci, dunque, al perché un lavoro come quello svolto dal CICAP (il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) può essere considerato a favore e non contro il paranormale. Ci siamo spesso occupati di inganni e autoinganni in parapsicologia, rievocando i casi storici più famosi, e molti di quelli meno noti, che impegnarono per mesi, o spesso per anni, studiosi intelligenti che vi si dedicarono con passione, nella speranza di trovarsi veramente sulla soglia di nuove, formidabili scoperte. Ebbene, questi studi e queste ricerche non hanno fatto fare alcun passo avanti alla parapsicologia ma, in compenso, hanno dimostrato come la mente umana sia spesso propensa a lasciarsi ingannare da abili e convincenti imbroglioni se non, addirittura, da sé stessa quando il desiderio di credere è molto forte. Si tratta di una lezione importante, che vale la pena conoscere e tenere sempre a mente. Sono infatti convinto che conoscere i tanti trabocchetti psicologici in cui anche lo scienziato più accorto può cadere sia estremamente utile: specie se ci si avvicina a un campo come la parapsicologia, in cui per tanto tempo i ciarlatani hanno sguazzato a loro piacimento e dove è molto facile confondere i propri desideri con la realtà. Che ciò sia di fondamentale importanza lo crede anche Robert L. Morris, psicologo all'Università di Edimburgo, che detiene la singolare caratteristica di essere titolare dell'unica cattedra universitaria di parapsicologia attualmente esistente al mondo.[2] Nel programma di ricerca di tale cattedra, infatti, è previsto tra l'altro proprio lo studio delle tecniche di inganno nel paranormale.[3] Morris e il suo collega Richard Wiseman ritengono anche che non prendere le dovute precauzioni per evitare la frode può portare un ricercatore a doversi difendere da accuse infondate: Questo problema può forse essere meglio illustrato da un esempio ipotetico. Immaginiamo che un individuo con reali facoltà paranormali si rivolga a dei ricercatori per essere studiato. Sia i ricercatori che il sensitivo possono investire tempo e denaro nella preparazione e svolgimento di studi pilota e sperimentazioni formali. Inoltre, immaginiamo che il sedicente sensitivo produca reali fenomeni paranormali. Se i ricercatori non hanno preparato, eseguito e riportato correttamente gli esperimenti, i critici potrebbero essere in grado di smontare i risultati come dovuti probabilmente a frode. Se questo è il caso gli sforzi degli sperimentatori e del sensitivo saranno stati sprecati. Inoltre, il sensitivo potrà doversi trovare ad affrontare la spiacevole esperienza di sentirsi dare dell'imbroglione e ciò, di conseguenza, potrebbe scoraggiare altri sensitivi dal farsi avanti per partecipare a esperimenti parapsicologici.[4] Quando nel 1995 uscì il mio libro Viaggio tra gli spiriti, in cui ripercorrevo la storia dello spiritismo e rivelavo per la prima volta al pubblico italiano i tanti inganni e sotterfugi utilizzati dai medium per realizzare le loro sedute spiritiche e per ingannare fior di scienziati, la reazione più diffusa dei "sostenitori del paranormale" fu di sdegno e di accusa per chi aveva osato tanto. La stessa reazione aveva accolto quasi vent'anni prima la famosa inchiesta sulla parapsicologia di Piero Angela. Un comportamento del genere equivale a sgridare il bambino che, dicendo che il re era nudo, constatava l'ovvio. Si cerca, cioè, di rimuovere il problema spostando gli attacchi su chi li denuncia: si cerca di demolire la credibilità dello studioso, anziché esaminare, ed eventualmente criticare, le prove e gli argomenti che egli porta. C'è dunque da sperare che, oggi, il messaggio possa essere finalmente recepito anche dai tanti in Italia che si interessano di questi argomenti. A giudicare dalle parole di Piero Cassoli, decano della parapsicologia italiana, che non si è sentito minacciato dal tipo di critiche da me mosse alla parapsicologia, ma si è detto "personalmente lieto di questa nuova competenza che abbiamo in Italia nella persona di Massimo Polidoro"[5], c'è da pensare che i tempi siano finalmente maturi. Il ruolo del prestigiatore Ma come può succedere, viene spontaneo chiedersi, che illustri uomini e donne di scienza, in alcuni casi addirittura dei premi Nobel, si lascino ingannare da truffatori senza scrupoli e da trucchetti dozzinali? La risposta sta nel semplice fatto, troppo spesso trascurato, che solitamente gli scienziati non sono preparati per scoprire dei trucchi: non è il loro mestiere. Di solito si pensa che se una persona ha una mente brillante, intelligente, colta e preparata dovrebbe anche essere in grado di individuare una frode. Ma la realtà è ben diversa. Lo scienziato ragiona secondo un filo logico: se un composto chimico in determinate condizioni si comporta in un certo modo, ogni volta che verrà messo in quelle condizioni si comporterà sempre nello stesso modo. Albert Einstein diceva: "La Natura nasconde i suoi segreti per mezzo della sua intrinseca grandezza, non per mezzo dell'inganno". Gli esseri umani, invece, propendono spesso a servirsi anche della seconda alternativa. Anche l'astronomo francese Camille Flammarion, che pure credeva nei poteri paranormali della medium Eusapia Palladino, riconosceva che: "gli scienziati sono forse le persone più facilmente ingannabili, perché le osservazioni scientifiche sono sempre oneste, perché con la natura - si tratti di un astro o di una molecola - non c'è da stare in guardia, e perché gli scienziati sono abituati a constatare semplicemente i fatti che si presentano"[6]. E' molto difficile, dunque, per una persona non esperta in trucchi e imbrogli escogitare le condizioni adatte per escludere da un esperimento con un sedicente sensitivo ogni possibilità di frode; anzi, è praticamente impossibile, perché un ciarlatano in gamba può sempre trovare il modo di mettere nel sacco uno scienziato non preparato (e ne vedremo presto tanti esempi). Non c'è allora alcuna difesa contro gli imbroglioni? Cosa deve fare un parapsicologo che intenda studiare le capacità di un sedicente sensitivo secondo le metodologie scientifiche ma che, allo stesso tempo, desideri anche evitare di essere ingannato? Le alternative sono due: o segue per almeno una decina d'anni un corso intensivo di illusionismo, impara tutte le tecniche prestidigitatorie, le manipolazioni, le trappole psicologiche e si tiene costantemente aggiornato sulle nuove invenzioni "magiche", oppure ricorre alla consulenza di un prestigiatore competente in trucchi pseudo-paranormali. Per chi non avesse ben chiara la differenza tra prestigiatori e sensitivi, il prestigiatore (come Houdini, David Copperfield o Silvan, per citare dei nomi noti a tutti) è un artista che si guadagna da vivere interpretando la parte del "mago": produce magie sulla scena, ma si serve di trucchi e lo ammette senza problemi, lo fa per divertire e stupire il pubblico, non per truffarlo, proprio come al cinema si usano gli effetti speciali. Medium e sensitivi, invece, affermano di compiere autentiche "magie"... solo che spesso vengono sorpresi a servirsi di nascosto degli stessi trucchi dei prestigiatori. Per questo motivo, dunque, l'aiuto di un prestigiatore esperto può essere fondamentale per capire se un presunto sensitivo imbroglia o meno. Nel 1921, uno dei principali ricercatori psichici dell'epoca, l'inglese Eric J. Dingwall (1895-1986), scriveva: Rinunciare ai servizi di un prestigiatore sarebbe sciocco quanto rinunciare ai servizi di uno psichiatra... Per quegli studiosi che desiderano scoprire le leggi meccaniche che sottostanno ai fenomeni fisici, l'aiuto di un prestigiatore è sicuramente importante... Quando riesaminiamo la storia dei medium che scrivevano messaggi sulle lavagne, come possiamo non riconoscere i benefici derivati dallo studio dell'arte magica?... Confesso di non essere in grado di comprendere come un medium professionista possa essere definito un ciarlatano finché non viene scoperto, e per scoprire il suo modus operandi i servigi di un prestigiatore, secondo me, sono indispensabili.[7] Cinquant'anni dopo, un gruppo di scienziati del King's College di Londra, tra cui il premio Nobel Maurice Wilkins, ribadiva il fatto rendendo pubblica la seguente dichiarazione: Il sig. James Randi è comparso oggi dinanzi a noi al Dipartimento di Biofisica e ha dimostrato in laboratorio la sua capacità di piegare e spezzare cucchiai e chiavi che noi avevamo fornito. Egli ha inoltre fatto muovere un contatore Geiger, ha reso flessibile e infine spezzato un cucchiaio. Poi ha provocato la flessione dell'ago di una bussola di 15°. Noi eravamo perfettamente al corrente che il sig. Randi era un prestigiatore, e lo osservammo attentamente sapendo che stava facendo dei trucchi. Non gli demmo neppure alcuno dei vantaggi che possono venir dati a un sensitivo. Dopo la dimostrazione egli ci rivelò come aveva compiuto queste cose. Noi crediamo quindi che per indagare fenomeni di apparente natura paranormale sia necessaria la stretta collaborazione di un prestigiatore qualificato.[8] Appelli di questo tipo, tuttavia, hanno continuato a lungo a cadere nel vuoto e altri scienziati si sono lasciati imbrogliare da sensitivi poi scoperti essere fraudolenti. Consideriamo per esempio la seguente vicenda. Nel 1979 un noto laboratorio di parapsicologia americano, il McDonnell Laboratory for Psychical Research, istituito presso la Washington University[9] di St. Louis, nel Missouri, lanciò un appello per cercare persone dotate di poteri psicocinetici disposte a sottoporsi a esperimenti scientifici. Di tutte le persone che si presentarono, due ragazzi, Steve Shaw e Michael Edwards, passarono i test preliminari e si dimostrarono i soggetti più dotati: essi parevano in grado di piegare metalli con il pensiero, indovinare disegni nascosti in buste chiuse e muovere oggetti senza toccarli. Il prestigiatore James Randi contattò il fisico Peter Phillips, direttore del Laboratorio di St. Louis, e cercò di metterlo in guardia contro il rischio di frode, gli suggerì alcuni controlli da applicare alle dimostrazioni e si offrì di partecipare alle sperimentazioni, gratuitamente e senza volere alcuna pubblicità. I ricercatori rifiutarono i consigli di Randi e respinsero la sua offerta di collaborazione. Quando arrivò il momento di pubblicare i dati delle ricerche condotte con i ragazzi nel corso di tre anni, al termine dei quali i parapsicologi erano sicuri di avere potuto documentare finalmente degli autentici fenomeni paranormali, ci fu un colpo di scena. James Randi convocò una conferenza stampa e rivelò che Shaw ed Edwards, i due sensitivi studiati al laboratorio parapsicologico di St. Louis, erano in realtà due prestigiatori dilettanti: li aveva mandati lui stesso chiedendo loro di fingersi sensitivi. Gli scienziati si erano lasciati ingannare per il semplice fatto che non erano preparati a scoprire dei trucchi.[10] Detto questo, non bisogna fare l'errore di credere che i parapsicologi siano tutti degli incompetenti e che i prestigiatori siano invece i "salvatori della patria". Non sono affatto rari i casi di prestigiatori, anche famosi, che hanno dichiarato autentici degli apparenti fenomeni paranormali solamente perché non conoscevano il trucco usato da quel medium o da quel sensitivo. Non basta infatti conoscere dei giochi di prestigio per poter svolgere in maniera valida il ruolo di consulenti in esperimenti con dei sensitivi. Nell'illusionismo, come in tante altre attività, esistono numerosissime specializzazioni: illusioni da palcoscenico, magia comica, escapologia, magia con le carte, giochi da tavolo, mentalismo... Solo chi è specializzato in quest'ultima branca, il mentalismo, potrà essere di qualche aiuto in parapsicologia. Il mentalismo, infatti, riproduce con trucchi fisici e trappole psicologiche i vari fenomeni paranormali: lettura del pensiero, previsione di eventi futuri, movimento di oggetti a distanza e così via. Ma nemmeno questa specializzazione, da sola, è sufficiente. E' altrettanto importante possedere una buona conoscenza degli aspetti psicologici dell'inganno, delle tecniche di sperimentazione scientifica, oltre che della storia della parapsicologia e della ricerca psichica. Un prestigiatore può anche essere molto bravo e molto famoso ma se non sa niente di tutto ciò non è più utile di un cantante rock o di una ballerina della Scala nel fungere da consulente in una ricerca sperimentale con un presunto sensitivo. Lo stesso David Copperfield, che è oggi considerato il più famoso illusionista del mondo, ha ammesso, in mia presenza, che quando qualcuno gli parla di paranormale lui lo invita a leggersi un libro di James Randi.[11] D'altro canto, non è nemmeno vero che i parapsicologi siano tutti dei creduloni. Alcune delle migliori indagini critiche dei primi anni della ricerca psichica, con tanto di smascheramento di imbrogli, furono realizzate, per esempio, proprio da alcuni componenti dell'inglese Society for Psychical Research. Lo stesso J. B. Rhine, il padre della parapsicologia, ha spesso avuto a che fare con dei ciarlatani e non ha mai esitato a definirli per quello che erano. Oggi, la parapsicologia internazionale è ben conscia dei rischi che si corrono nella sperimentazione con sedicenti sensitivi e, per questo, fa solitamente ricorso a esperti di frode paranormale; talvolta, come nel caso di Richard Wiseman, dell'Unità di ricerca parapsicologica Perrot-Warrick dell'Università dell'Hertfordshire, è lo stesso parapsicologo a essere un autentico esperto di trucchi e inganni. Detto questo, però, bisogna essere obiettivi e riconoscere che fino a oggi la gran parte dei parapsicologi non ha certo brillato per spirito critico. Troppo spesso, infatti, i parapsicologi (in particolare nel nostro paese) hanno mostrato, e mostrano tuttora, una ferma volontà di credere sempre e a tutti i costi che ci debba essere qualcosa di paranormale là dove, invece, tutto è perfettamente normale e, per contro, una totale cecità verso ogni semplice spiegazione che potrebbe risolvere il "mistero". Dopo oltre un secolo di scontri tra proponenti e critici della parapsicologia, dunque, c'è da augurarsi che oggi stia finalmente per cominciare una fase di collaborazione, fondata su un comune accordo circa alcune questioni fondamentali. Per cominciare, è sicuramente interesse di entrambi sbarazzarsi di superstizioni e ciarlatani: la parapsicologia, e comunque la ricerca scientifica, avrà solo da guadagnarci. Il libro che ora tenete tra le mani vuole, per l'appunto, contribuire ad archiviare quelle tante esperienze e quei casi che, d'ora in poi, sarebbe bello non fossero più presentati come "le prove provate dell'esistenza del paranormale". Una volta fatto questo, ci si potrà concentrare sugli aspetti più propositivi e costruttivi di una collaborazione tra parapsicologi e scettici, si potranno cioè esaminare i fenomeni e smettere finalmente di limitarsi a discuterne. Questo non significa certo automaticamente che alla fine scopriremo davvero che i poteri paranormali esistono (anche se sarebbe bello), ma se non altro avremo certamente imparato qualcosa di più sulla psicologia umana. Fosse anche solamente la conferma dell'eterno desiderio di volersi fare ingannare. (Articolo riadattato dall'introduzione del libro "L'illusione del paranormale" pubblicato con l'autorizzazione dell'Autore)
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