La prestigiazione come forma di spettacolo
e come forma artistica

Conferenza di Aurelio Paviato a Brescia – 22 maggio 2003

Fa sempre piacere rivedere i vecchi amici ed l’organizzazione di conferenze e riunioni magiche di una certa importanza diventa un’occasione per una rimpatriata magica, com’è accaduto giovedì 22 maggio scorso con la presenza di Aurelio Paviato a Brescia.
La conferenza proposta è stata assolutamente nuova, preparata appositamente per l’associazione bresciana “La Corte dell’Illusione”, ed ha preso il via con alcuni numeri già eseguiti da Aurelio al Maurizio Costanzo Show (l’apparizione del bicchiere pieno d’acqua dalla manica e la routine delle carte dalle maniche), alcuni giochi del repertorio classico (le rosse e le nere, la routine dei coltellini) ed un pulito e spiazzante effetto di mentalismo con le carte da gioco.
Nella seconda parte, Aurelio ha spiegato alcuni dei giochi proposti ma, soprattutto, le implicazioni filosofiche e psicologiche di quei giochi applicate in linea generale alla prestigiazione in modo che essa, oltre che forma di spettacolo, possa essere considerata a tutti gli effetti ‘forma artistica’.
E qui, se mi è permesso, vorrei sottolineare la grandezza e l’importanza di quanto esposto da Aurelio, un bagaglio di teoria che ha abbracciato gli insegnamenti di Arturo de Ascanio, quelli di poeti e scrittori anche estranei al mondo magico e, soprattutto, quelli esposti nel libro “Il coniglio di Alice” di Pietro Fancini e Luigi Longhin, volume fondamentale che tratta l’argomento ‘magia per bambini’ (ma generalizzabile anche al mondo adulto) dal punto di vista psicoterapeutico. Tra l’altro era presente in sala, gradito ospite della Corte, anche il citato professor Fancini.
Negli anni ho avuto la possibilità di assistere a decine di conferenze e continuamente i club ne propongono altre, piene di giochi illustrati e spiegati (anche egregiamente) dal professionista di turno che, tuttavia, spesso non si sofferma troppo sulla teoria e sulla psicologia degli effetti. Aurelio ha mostrato e spiegato pochi giochi, ma ci ha regalato qualcosa di valore infinitamente maggiore con parole chiare, appassionate e con la voglia di trasmettere ad altri quello che lui stesso sta, giorno dopo giorno, imparando grazie a realtà quali l’ASAP, il gruppo di studio formatosi recentemente a Milano, nato per approfondire temi soprattutto filosofici e psicologici dell’arte magica.
Sarebbe inutile tentare di riassumere in questa sede ciò che Paviato ha esposto, mi auguro che chi legge abbia, prima o poi, la possibilità di ascoltare di persona questo grande professionista. I presenti alla conferenza, una cinquantina di persone, sono sicuramente tornati a casa con un bagaglio di inestimabile valore di cui fare tesoro, e con le note di conferenza preparate per l’occasione, da tenere sempre a portata di mano per una crescita interiore.
Per concludere, desidero ringraziare Aurelio per la consueta disponibilità e gentilezza e i presenti, in gran parte soci della Corte ma anche graditi ospiti esterni tra cui cito il prof. Pietro Fancini e Mario Bove, altro grande pilastro della cartomagia italiana.
La speranza è che conferenze del genere, che danno maggior risalto agli aspetti teorici della nostra arte, possano avere sempre più spazio nei cicoli e associazioni magiche per ‘formare’, nel vero senso della parola, nuovi PRESTIGIATORI e non semplici ‘esecutori di giochi’.

 

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