Domenica 20 novembre 2005

«Maghi» bresciani, tradizione da riscoprire sull’onda del Festival dell’illusionismo a Castel Mella e del nuovo film sul maghetto
Brescia, fucina di abilissimi Harry Potter
Le radici Anni 50. Negli ’80, il negozio-scuola dell’Illusionista Claudio

«Stupire: molti generi di spettacolo, dal teatro alla tv al cinema hanno questo effetto sul pubblico. Ma l’attività artistica che ha questo come scopo principe è l’illusionismo». Lo sostengono, a una sola voce, i maghi bresciani Claudio Donna e Alex Rusconi, da noi richiesti d’un commento al tema tornato d’attualità col terzo Festival dell’illusionismo «Città di Brescia» svoltosi domenica scorsa a Castelmella, nonchè con l’imminente uscita del nuovo film sul maghetto Harry Potter. Claudio, che dagli Anni 70 si cimenta nell’arte e dagli ’80 nella professione e nell’insegnamento della magia, maestro della maggior parte dei maghi bresciani, puntualizza che, se per imparare tutti i fondamenti della prestidigitazione, i trucchi più complessi e soprattutto la loro presentazione non basta una vita, per stupire gli amici, ovvero per assaporare il gusto che sta alla base del gioco di prestigio, basta davvero poco, dato che diversi giochi, che negli Usa si trovano anche in edicola, sembrano pensati per farsi praticamente da soli. Idea apparentemente in contrasto con l’aura di un mondo dell’arte magica geloso dei segreti. L’Illusionista Claudio, com’è il nome d’arte, oggi fiancheggiato dal mago Alex (Alex Rusconi), suo ex-allievo, è l’anima della prestidigitazione bresciana, non perché abbia avuto successi internazionali, che invece si è guadagnato Erix Logan (Enrico Del Buono), chiamato in tutto il mondo e anche dalla Rai per la sua specializzazione nelle «grandi magie», ma perché ha avuto il merito di diffonderne spirito e pratica nella nostra provincia. Oltre ad essere conoscitore di tutte le branche della magia (ha realizzato vari video diffusi in tutta Italia), nonché specialista in manipolazione. Le «ospitate» del celebre Mago Silvan, a Brescia nel 2003 al San Barnaba, e di Tony Binarelli nel ’92 (e l’anno scorso) sono fiori all’occhiello delle manifestazioni organizzate da Claudio. La magia è anche un modo per conquistare fiducia in se stessi, come insegna il famoso illusionista David Copperfield, secondo una pratica che ha diffuso l’arte magica per sollevare lo spirito dei degenti negli ospedali e, più brescianamente parlando, ha consentito a Luca Lampugnani, operaio e timidissimo allievo di Claudio e Alex, di debuttare in palcoscenico. Un altro e più conosciuto ex allievo di Claudio è il Mago Gian (Giancarlo Buonanno), da tempo specializzatosi nella magia comico-poetica per bambini, che l’ha portato per 4 anni sul palco di Gardaland. Ma la magia è anche gioco e può, come sempre più spesso accade, intrecciarsi con altre arti, come la clownerie, il teatro, il cabaret, o l’aiuto ai bambini e ai malati, cosa a cui spesso si dedica Massimo Bertoni (The Amazing Max), infermiere prestato all’illusionismo. Alex invece, oltre a essere un abile mago e comunicatore, organizzatore, collaboratore di cabarettisti, è il più «dotto» dei bresciani.Scrittore e cultore dell’arte magica, ha pubblicato su varie testate ed è stato redattore di Magia Moderna, la rivista italiana dei prestigiatori. Sul numero 1 della nuovissima Magia, diretta da Massimo Polidoro, ha scritto forse la più completa ricerca storica esistente su Bartolomeo Bosco, il più importante prestigiatore italiano di ogni tempo. Ha poi collaborato nel 2004 al libro del mago-cabarettista Raul Cremona, «Elementale». Guardando al passato, tra i maghi bresciani si ricorda, negli anni ’40-’50, il medico-assessore Pietro Fusilli, e Ippolito Federici, anch’egli medico e ricercatore. Negli Anni 70 s’incontrano i primi prestigiatori semi-professionisti: Aime, Pascal, Cristian (Beppe Bonariva, di professione pubblicitario) e appunto Claudio. Di questi, Adriano Busi, impiegato ma in arte Pascal, è l’unico bresciano citato nell’Elenco italiano dei prestigiatori inserito nel libro di Silvan «Arte Magica» del 1976. «Erano tempi in cui mancavano punti di riferimento concreti - racconta l’Illusionista Claudio -: eravamo in pochi e io frequentavo il circolo di Milano perché ignoravo che a Brescia ci fossero altri appassionati». Con l’inizio degli ’80 emergono Mario Bove, tabaccaio ma pure specialista in cartomagia che avrebbe partecipato ai Mondiali di magia, e Mario Moretti (insegnante di scuolaguida) che, assistente di Cristian e suo allievo, avrebbe timidamente calcato le tavole del palcoscenico e sarebbe diventato uno dei più apprezzati esecutori di effetti per il pubblico infantile. La svolta è a metà degli Anni 80, quando l’Illusionista Claudio si dedica interamente all’arte magica e apre nel centro di Brescia un negozio-scuola di giochi di prestigio. Da lì sono usciti apprezzati prestigiatori come il mago Jacopo (Giacomo Rubagotti, bancario, oggi in pensione); il mago Fabix (Fabio Pagani) e i già citati Alex e Gian. La magia bresciana attende ora giovani talentuosi futuri Harry Potter...

Simone Tonelli