La
prima volta che assistetti dal vivo ad un vero gioco di prestigio
il mago non era sul palcoscenico,
non aveva il cappello a cilindro, attrezzature strane o assistenti.
Era una persona "apparentemente" normale e con solo
tre carte da gioco riuscì a compiere un vero prodigio
sotto i miei occhi.
Da
quella volta iniziai a dedicarmi all'arte della prestidigitazione
con tutto il mio impegno e oggi, dopo più di vent'anni,
la magia fa parte della mia vita.
L'esperienza
di allora mi ha insegnato che il vero prestigiatore è
colui che porta la magia dentro
di sè ed è in grado, in ogni momento, di stupire
le persone stando in mezzo a loro.
La
magia che amo è quella concreta e diretta, che avviene
a pochi centimetri dagli occhi
dello spettatore.
Per
questo motivo i miei spettacoli non necessitano di palchi, luci
o attrezzature particolari. Gli effetti sono studiati per essere
eseguiti tra la gente, dove il
pubblico da spettatore diventa protagonista.
Solo
in questo modo mi è possibile regalare momenti in cui
qualcosa di impossibile diventa, per un attimo, realtà.
Zadig
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